Transumanza di nuvole

25.08.2018

Sta in fondo alla valle o sul fondo di un pensiero che orbita nelle nebbie?

Capitano tempi dove la vista è preclusa, ma non conta; per essere guidati non sempre è necessaria una connotazione precisa e delineata.

A volte basta un’idea, una sensazione, uno stato, un lento fluire di nuvole che vagano senza una meta come pecore erranti, vortici alla rinfusa fluenti sui  pendii circostanti. Affiora, a volte, quando il vento del Nord scende dalle rocce e sfilaccia quell’uniformità bianca che ti serra lo stomaco e la vista. Che non dice -“permesso”- quando apri la porta ma s’insinua prepotente nei tuoi spazi, perché vivi anche grazie a questo.

E lo sai.

La tua casa diventa punto nell’infinito. Il sipario è calato e ti estranea da tutto quello che si chiama mondo. Svanisce il cielo, la terra, i boschi. A volte anche i pensieri.

Li ritrovi poi però, fra le quattro mura del tuo ostello in quota, vengono a cercarti spesso quando la transumanza è in atto. Perché le nuvole creano vuoto attorno ma occupano spazi in te che, spesso, nemmeno percepisci.

Spensieratezza – le novità che ti fanno sorridere anche quando non dovresti, ma tu sei così

Disagio – nascosto da una risata. Nostalgia, sull’attenti si deve stare… Altrimenti?

Maturità – di chi dovrebbe averne meno secondo l’anagrafica personale ma, in effetti, la carta quassù vale meno dei fatti

Pacatezza – celata dietro ad un sorriso che raramente si fa vedere ma che riscalda come un fuoco, quando appare

Poi li perdi di nuovo.

Si offuscano indistinti nel biancore infinito che lasci fuori dalla finestra. Basta un click, e tutto è nero.

 

 

 

 

 

 

 

 

2 pensieri riguardo “Transumanza di nuvole

  1. Era solo la vista della nebbia o eri sotto effetto di qualche fungo raccolto x sbaglio????pensieri particolari, so sta evolvendo il tuo metodo di scrivere, sempre più spesso tralasci il racconto per soffermati su pensieri profondi, quasi filosofici, i termini sono sempre più ricercati e inconsueti, avvolte mi tocca rileggere la frase, perché gente comune come me non mastica vocabolari a pranzo. Omarut sempre in continua crescita e miglioramento!

  2. Oi Asia! Non voglio diventare troppo astruso o complicato (probabilmente non ne ho nemmeno le capacità), solo che a volte mi piace mettere per iscritto quello che mi frulla per la testa. Sono cose che solo io posso contestualizzare perfettamente, però mi piace restino per il futuro… Tra qualche anno me le rileggerò pensando” dovevo aver mangiato qualche fungo allucinogeno!” ahahahah

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