Forcella di “Entralgeu”..

26.01.2013

Giornata strana questa, impegni domestici posticipano la partenza invece di anticiparla come spesso accade.

Il ritrovo mattiniero mi vede accompagnato da un gruppo eterogeneo di amici, merito degli sms e di internet.. Ma tante teste la pensano in maniera differente per cui le mete sono altrettanto numerose. Decidersi non è facile e il tempo passa.. Alla fine parrebbe decisa una visita alla Val Visdende e al gruppo dei Longerin ma al semaforo di Forni Avoltri dalla macchina degli amici scende un laconico Piut che riporta l’ennesimo cambio di programma: loro vanno in Geu.

Decidiamo di andare tutti assieme verso il passo Geu, anche se la cosa non mi esalta.. Gita già fatta, versanti già visti, la solita stradaccia da salire nonchè da scendere..

Parcheggio al centro biathlon di Piani di Luzza e via.. 4 chiacchiere e un’oretta di salita prima di arrivare alla spianata della malga Tuglia.  C’è anche tempo di organizzare una piccola prova ARTVA, con propositi ed impegno dei partecipanti decisamente differenti.

Neve ce n’è tanta, la struttura del gazebo presso il bivio regge, chi lo sa come..

DSCF7019

Il Geu sullo sfondo

Prendiamo a destra, finalmente la neve cementata comincia ad essere coperta da neve farinosa, sarà una bella discesa fin qua. Attraversiamo le radure che conducono ad Ovest verso il passo Geu, non è passato nessuno.

Mi balza in testa un’idea di discesa, dimenticata in qualche angolo della mia testa, quel fazzoletto bianco ripido, visto tante volte scendendo da Sappada.. addirittura lo credevo essere il passo di Entralais qualche anno fa.. Perchè non provare a proporre agli amici di deviare e andarci? Da qui si comincia ad intravedere e lo spettacolo è piuttosto invitante tanto che non ci saranno esitazioni o obiezioni in merito.

La forcella vista da Cima Sappada
La forcella vista da Cima Sappada

In campo aperto comincia a soffiare un vento piuttosto teso e freddo. Sulle pareti che ci sovrastano, quelle del Cimon , la neve turbina e scivola dai canali come le gocce d’acqua sulle tendine della doccia.  E’ uno spettacolo affascinante, guardandolo da lontano. piuttosto innoquo ma comunque da tener d’occhio, sai mai.. Sulle nostre fatiche vigila al sole la slanciata cima del M. Geu. Noi siamo al freddo e il vento non accenna a diminuire.

La salita dal basso

Rimontando i pendii, sotto al Cimon
Rimontando i pendii, sotto al Cimon

Ultime rampe

Max davanti traccia mirando alle pareti. Io son più preoccupato dai lastroni che attraversiamo. All’inizio dell’ultimo tratto passiamo una zona ben pericolosa, prendo le distanze e mi tengo verso il bordo, si sa mai.. Poi la minestra non cambia sui pendii superiori, anche se le lastre sono ben individuabili. Verso la cima decido di seguire un’altro percorso rispetto a chi mi precede, per evitare un costone dalla dubbia tenuta.. Arriviamo poco dopo all’agognata forcella, la chiamerò la forcella di Entralgeu: sulle cartine non le viene attribuito alcun nome e di fatto è alla stessa quota del passo di Entralais. Vorrei valutare meglio la posizione di dominanza sul vallone di Entralais ma la cornice di neve preclude la vista sottostante e di sporgermi non ne ho proprio voglia! Rapido cambio di giacca, via le pelli e tutti in discesa.

Forcella "Entralgeu"

La discesa non sarà male, cercando ancora spazi di farina rimasti illesi dalle folate di vento, dalle pendenze ideali e i divertenti dossi della parte bassa. Poi per non tornare a Malga Tuglia e il noioso traverso pianeggiante della strada pensiam bene di tagliare raccordandoci ai pendii inferiori al monte Geu… Sarà comunque meglio della strada forestale di rientro, battuta dai passaggi in maniera troppo stretta per fermarsi in maniera decorosa. Arrivare illeso alla macchina è una fortuna come aver salito e “scoperto” una nuova meta che non compare su nessuna guida.

Anche oggi è andata.

Omarut, Max, Piut, Ale, Gano, Lave e Stiefin

Info utili: parcheggio presso il centro fondo Piani di Luzza a Forni Avoltri (UD), da qui seguire la strada forestale che porta ai prati di malga Tuglia e quindi inoltrarsi per radure verso O subito dopo il gazebo con grande masso. Rimontati i pendii verso passo Geu Basso in alto, alla sx delle pareti N del Cimon, è visibile la forcella d’arrivo.

Dislivello 1000m scarsi, diff. MS+, tempi di salita attorno alle 2.30. Itinerario da percorrersi con nevi assestate per le possibili scariche sul percorso dalle pareti superiori.

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