Il ghiacciaio di pietra del Poviz

04.01.2015

I siti dov’è possibile sciare nonostante una penuria tremenda di neve come quella attuale si contano sulle dita di una mano e di sicuro Sella Nevea e il gruppo del Canin offrono qualche chance in più in tal senso.

Torno in zona a distanza di 2 giorni dal giro delle creste del Golovec per salire quella che è una classica escursione con gli sci da alpinismo e che tuttavia non ho avuto ancora la fortuna di salire. Classica perchè l’ascesa che effettuerò oggi fa parte del percorso della gara più conosciuta di skialp in FVG e cioè la scialpinistica del Monte Canin giunta oramai alla sessantesima edizione.

La mulattiera del Poviz venne costruita durante la prima guerra mondiale per servire le postazioni di confine del Robon e dintorni costituendo un’opera di ingegneria militare che lascia ancora stupefatti a distanza di un secolo.

Comunque son qua che faccio l’inventario delle cose da portare e preparare per l’uscita, la prima di stagione rischia di essere sempre quella in cui si dimenticano pezzi per strada. Gli amici che mi accompagnano oggi, con tendenze decisamente più agonistiche del sottoscritto, conoscono già il percorso e al loro mi affido sperando che non mi seminino per strada.. Partiamo dal piazzale della vecchia cabinovia e iniziamo l’ascesa della pista di sx del Canin, abbandonandola poco oltre per prendere a sx la via del bosco e della pista azzurra del Poviz. Da qua cominciano anche i bolli di quello che in assenza di neve è il sentiero CAI 636 che da Sella Nevea porta alla Sella del Golovec, a Sella Prevala e quindi al Rif. Gilberti.

In cima alla pista il tracciato si stringe e si trasforma in mulattiera, ci si parano davanti i resti di un edificio di guerra ancora in buono stato di conservazione.

Resti dei tempi andati
Resti dei tempi andati

La mulattiera prosegue il suo percorso attraverso il bosco di faggi, abeti e larici in più punti devastato dalle slavine dello scorso anno che hanno spezzato come stuzzichini alberi con diametro del fusto anche di ragguardevoli dimensioni. Quest’anno il problema per ora proprio non si pone..

Più saliamo e più la vegetazione si fa rada, le alte piante vengono vinte dal basso dai tenaci pini mughi che su questi terreni vegetano “alla grande”. Il tracciato della mulattiera in alcuni punti è di notevole interesse e devono aver lavorato parecchio gli alpini per realizzare decine di tornanti di pietre accatastate,massicciate imponenti o, più su, ponti sospesi sugli inghiottitoi di questa zona tremendamente carsica. Lo spessore della neve è finalmente aumentato e copre le piante che occhieggiano da alcuni buchi neri. Avventurarsi fuori dalla traccia battuta non è raccomandabile e l’andare per queste alture è simile a una progressione su ghiacciaio senza corda e senza ramponi. Gli inghiottotoi dalla superficie sprofondano verso il centro della terra con pozzi notevoli che ben conoscono gli speleologi, ovunque buchi, fessure e tagli irrompono nella bianca monotonia di queste distese e fanno paura. Il ghiacciaio di pietra del Poviz intimorisce il viandante specie nei traversi gelati della parte alta.

Salendo
Salendo
Prime luci sul Robon
Prime luci sul Robon
Crepacci di pietra
Crepacci di pietra

Si è alzato il vento preannunciato. Ha raffiche forti, fastidiose se il senso di marcia mira all’Ovest, gradevoli per la spinta quando giunge dietro la schiena. Per ora mi rinfresca solo visto che gli altri han cominciato ad allungare il passo e sto sudando per stare alle loro calcagna. Il lungo traverso guida, oramai in vista dell’impianto di sella Golovec, verso il popolo della discesa, lasciato un paio d’ore fa sul piazzale di Sella Nevea.

Salire da questa parte è stato decisamente meglio che le classiche risalite a bordo pista. Transitando sotto alle pareti Nord del Leupa e del Golovec non posso non ricordare le gesta di 2 giorni fa, con temperature e fini decisamente differenti.

Esco al sole in corrispondenza della pista battuta, il vento è fortissimo, almeno 100 km/h . Decidiamo di andare a cambiarci all’interno della stazione di arrivo che è anche parzialmente riscaldata. Ci sono persino i bagni con acqua calda e aspiratore per eliminare gli odori. Fuori dal vetro, fra le raffiche bianche, si vede un caseggiato degli alpini. E’ lì da 100 anni e lì ci passarono gli inverni più duri a difendere la frontiera. Non credo ci fossero bagno con acqua calda e aspiratori, forse solo preghiere e disperazione.

Tolte le pelli si fanno le prime curve della stagione.

A sella Prevala il vento solleva frammenti di ghiaccio che ci fanno lo scrub facciale, ha la forza per farci salire scivolando delle piccole salitelle. Un ventaccio, condizioni tremende… Ma noi siamo comunque tutti contenti e felici!

La discesa sarà la classica discesa in pista, buona la prima di stagione ma speriamo non sia anche l’ultima.

Omarut, Sbriz e Stiefin

Info utili: La mulattiera del Poviz (sentiero CAI 636) per la parte interessata dallo scialpinismo conduce da Sella Nevea alla Sella del Golovec con un dislivello di circa 950m e si sviluppa dapprima per boschi ad alto fusto e successivamente per lande carsiche in vista delle pareti N del gruppo del Canin e di quelle S del gruppo del Montasio. Tempo di ascesa medio 2/3 ore – Diff. MS

Tracciato GPS disponibile qui http://www.sentiericai-fvg.it/636.htm

Sui traversi verso Sella Golovec
Sui traversi verso Sella Golovec

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