Verso la forcella dei Pecoli

07.02.2015

Che pace interiore possono offrire questi paesaggi? La nuova coltre offre finalmente una visione della natura innevata che quest’anno mancava. Neve fredda, polverosa, neve invernale.

Nessuno prima di noi ha diretto il proprio incedere verso il rifugio Giaf, oggi tocca al mio gruppo composto da 3 tolmezzini e un abitante del Mondo, l’amico Fox, battere traccia verso la forcella dei Pecoli, meta prescelta.

Capisco da subito che aver scommesso ieri sera di battere tutta l’ascesa in testa al gruppo non è stata una genialata.. E gli amici – maledetti – nemmeno si sognano di dare il cambio al sottoscritto. Ma va bene così, la fatica è alleviata dalla vista di questo angolo di natura preziosa, tanto da essere stato inserito da qualche anno nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Le Dolomiti, quelle con la D maiuscola, non sono mica solo le 3 cime di Lavaredo e le Tofane, quelle Friulane sono sicuramente meno conosciute ma altrettanto affascinanti. Domina su di noi il gruppo del Cridola, cime slanciate, pareti sfrangiate in guglie maggiori e torrioni minori.

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Non so perchè ma guardando le pareti della torre Spinotti ripenso a Cirillo Floreanini e a quando lo conobbi per la salita del Zuc della Guardia, alpinista da teche RAI, ebbe il coraggio di attaccare quella parete con scarponi di cuoio, cunei di legno e corde di canapa.

A metà strada arriva una comitiva di volti  conosciuti, di quello che vanno più veloci del sottoscritto e amano sudare in salita. Mi passano e li saluto con gioia, finalmente il cambio. Al contrario di noi che all’interno del mondo alpinistico carnico ci conosciamo un pò tutti, Fox non si capacità di come si possa arrivare a salire con la bava alla bocca per lo sforzo.. Il Mondo è bello perchè vario, me lo sto ripetendo forse troppo ultimamente eppur..

Lasciamo la strada di servizio del rifugio Giaf, in corrispondenza del solito canale sulla sinistra dove ogni anno parte una traccia dritta che non si perde a fare inversioni, ripida sale veloce sopra ai mughi che attraversa; in inverni normali i mughi sono invisibili, in questo – scarso di neve – i mughi affiorano un pò ovunque. Le condizioni non sono ottimali, questo è sicuro. Rallento quando il gruppone che mi precede si ferma, c’è chi va di qua, chi di là, un pò tutti saggiano la neve e si confrontano tra loro. Pare ci siano dei lastroni, blocchi o non capisco bene cosa.. Tornano a valle. Mi ritocca battere traccia. Scivolo su un mugo o forse scivolo nel fenomeno dell’Overconfidence? Tanto in voga ultimamente? Il bollettino dice grado 3 – versanti pericolosi per accumuli sul quadrante S.. Siamo in mezzo ai mughi, è normale che ci sia aria sotto alle solette, è normale anche che si sprofondi nelle ramaglie sommerse dalla neve fresca perchè quest’inverno non c’è mai stato un fondo di neve.. Decido di proseguire, al momento non mi pare proprio una zona pericolosa, rimando a dopo, su terreno aperto e dove le pendenze saliranno, una valutazione più accurata del pericolo.

Assieme a noi altri 2 scialpinisti la pensano alla stessa maniera. Superata un dedalo di canalini, finalmente guadagnamo un canale più ampio dal buon fondo dove si riesce a tracciare senza troppa fatica.

Da lontano Gigi e Fede ci salutano, anche loro girano i tacchi.

Scambio 2 chiacchiere, chi mi precede abita a Praga.

“Cavolo, sei partito presto stamattina allora per arrivare a Forni di Sopra… tu di Praga e il mio amico dietro da Dubai”.. Oramai il Mondo è prorio piccolo!

Dietro Fox scorgo una lepre bianca, c’è talmente poca neve quest’anno che dev’essere uscita da un buco nel manto.. E’ dietro di lui, lo guarda, disterà 3/4m.. Poi saltella verso Ovest e scompare, mimetica, in queste candide distese.

Guadagnamo 300m di quota, siamo quasi all’uscita del canale. Giacchetta arancio si ferma sulla sinistra e dice che per oggi può bastare, anche per me la situazione ora comincia a mutare; si vede che il vento ha soffiato e sotto si “percepisce instabilità”. Oggi la forcella dei Pecoli resterà solitaria a prendersi la polvere che il vento alza dalle cime circostanti.

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Mi fermo su di un sassone in attesa degli altri. Vorrei fare un blocco di scorrimento per carpirne gli strati e l’effettiva consistenza ma meglio non stuzzicare troppo la natura.

La discesa sarà bella in alto, meno verso la stradina dove qualche grattata la prendiamo. Del resto agli sci d’alpinismo una grattatina ogni tanto non guasta, devono ben capire che son fatti per questo e non per scivolare sulle piste battute.

Al confine della linea d’ombra galleggiare sulla farina è meraviglioso, cavalcare le dorsali, scivolarci lasciando una firma discreta.. Come questo periodo della mia esistenza, cavalcare quello che c’è cercando di restare con le punte verso il cielo, finire nelle ramaglie non sarebbe una tragedia d’accordo, in qualche maniera tutti ne escono.

Quanto valgono questi attimi? Quanto vale condividere il proprio essere con gli amici giusti? Quelli con cui ti siedi sul divano e ci canti assieme schitarrando canzoni country..

Rientriamo alla “Carniamobile”, così ribattezzata oggi, finisce un’avventura, continuano le amicizie.

Info utili: la forcella dei Pecoli è un itinerari di sci alpinismo classico e tendenzialmente presenta ottime condizioni della neve vista l’esposizione Nord. Parcheggiare oltre la statale che da Forni di Sopra porta al Passo della Mauria, in uno spiazzo con indicazioni per il rifugio Giaf vicino ad un piccolo borgo di case (località Chiarandens quota 980m). Da qui seguire la strada di servizio per il Rif. Giaf abbandonandola a quota 1370 ca per salire sulla sinitra i pendii che man mano portano su terreno aperto verso l’evidente solco della forcella dei Pecoli a quota 2080m. Difficoltà MS/BS – dislivello 1100m ca.

Il video:

Omarut, Ale, Fox, Psycho

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