Falesia di Avostanis

 

18.09.2011

Ieri ho avuto l’occasione di tornare ad arrampicare nella falesia di Avostanis (o Pramosio alta che dir si voglia) in occasione della riedizione, a distanza di 25 anni, dell’arrampicarnia, raduno nostrano di climber appassionati provenienti da ogni dove.

La falesia del monte Avostanis è raggiungibile da Malga Pramosio in circa 40 minuti di cammino, prendendo la strada sterrata diretta verso la creta di Timau o il M. Avostanis; per arrivare alla malga, dove si parcheggia, vedi su questo blog l’articolo sulle vie dell’ex cava di Pramosio bassa (sezione arrampicata).

La parete S dell’Avostanis, quando ti appare all’ultimo attimo, superati i tornantini della strada sterrata, è come un pugno nello stomaco per chi mastica arrampicata e calcare.. E’ quasi inconcepibile trovare in una conca così bella una parete altrettanto interessante e perfetta per l’arrampicata sportiva, eccezion fatta chiaramente per la mia falesia della collina :-).

Il contesto è splendido e la piccola conca alpina ospita un laghetto, la parete e la malga di Pramosio alta adibita a rifugio aperto.

La roccia è il più bel calcare che io abbia mai trovato nella mia carriera, mediamente grigio con striature a volte gialle, con rigole d’erosione che paiono delle canne d’organo appoggiate o placche perfettamente lisce magari con qualche piccolo buco svasato che sembra fatto con il trapano.

L’arrampicata qua ha uno stile del tutto suo, infatti arrivando dalle altre falesie ci vogliono un paio di vie per abituarsi ai movimenti classici di Avostanis: opposizioni strane tra le rigole, spalmi micidiali su roccia verticale, delicati movimenti d’equilibrio.. Insomma, l’antitesi della forza richiesta per vie in strapiombo etc.. Chi ha buone tecnica di piedi e forza nelle dita è sicuramente agevolato. Le vie sono al momento 85, ben più di quelle che si trovavano quando ho cominciato a frequentare la zona, tutte bellissime e degne di nota. C’è da dire che i gradi quassù non sono per niente regalati, motivo in più di soddisfazione in caso di realizzazione.

La parete è alta circa 120m ed è percorsa nella sua altezza unicamente da 2 vie: la De Infanti e la via dei tetti (che però è più bassa della De Infanti).

 Oggi con l’amico Caç, prima del temporale, sono riuscito a fare 5 tiri nuovi, accantonando il solito settore no-big in cui mi rifugiavo ad arrampicare (sulla sx della parete infatti ci sono una quindicina di vie abbastanza facili). Sono riuscito a portare a casa 2 5b, un 5c un 6a e un 6a+, per l’allenamento del momento sono più che soddisfatto! La parete brulicava di climbers per il raduno ed è stata una bella giornata fino alle 13, dopo si è scatenato il disastro.. In un attimo siamo passati alla stagione fredda con abbassamento delle temperature e grandine a go go, i prati in breve si sono sbiancati.. Dopo 1 ora che le condizioni meteo non davano segno di miglioramento abbiamo deciso di divallare sfidando le saette e il fiume di acqua e ghiaccio che ci ha accompagnato fino alla malga bassa.. Nonostante le condizioni il buon umore non è mancato durante la discesa vedendo il mio amico Michele avvolto come un salame in un sacco di immondizia senza le braccia per ripararsi dalla pioggia..All’aumento delle dimensioni dei chicchi di grandine il tronco umano Michele mi è parso così inerme davanti agli eventi che ho provato un senso di pietà e gli ho messo in testa il mio berretto, in tempo per evitare un ulteriore “peeling” del cuoio capelluto. Alla macchina sono arrivato completamente fradicio, fino alle mutante! Ho guidato verso Tolmezzo senza pantaloni con una maglia che mi faceva da minigonna, piedi scalzi dentro alle scarpette d’arrampicata, se mi fermavano i carabinieri c’era da divertirsi! Il video : http://www.youtube.com/watch?v=xJw3f5mYFvM

Tornando alla falesia le prime esperienze risalgono alla fine degli anni 90, quando il GAG prese la buona abitudine di passare la settimana di ferragosto nell’albergo di Pramosio alta.. Settimane fatte di amicizia, arrampicata e pasta al tonno fatta dall’amico Buso.

I miei diari riportano le date del 14, 15 e 16 luglio 1997 come prima uscita.

Le realizzazioni fatte ancora me le ricordo, ed è stato in Avostanis il mio primo tiro “da primo” appunto, dovendo prendere il posto di Mirco che si era appena lesionato un dito sulla via dei tetti. Da quel giorno ho cominciato a fare da capocordata. Si arrampicava tutto il dì e la sera, dopo cena restava tempo per un giro a piedi al tramonto, sulla cima Avostanis o in Creta di Timau.

Ricordo che un anno trovarono una bella bombazza in bilico in cima alla parete, gli artificeri fecero evacuare tutti nel raggio di un paio di km per farla brillare.

I miei diari riportano “12/13/14-08-1998 Uscita a Pramosio Alta. Classica uscita annuale del GAG in malga con partenza da Cleulis di Paluzza. Gran bella uscita con parecchie novità ma soprattutto tanta, tanta arrampicata. Tra i risultati più belli la salita completa della Via De Infanti che risale tutta la parete della cima Avostanis e il bagno nel lago. Circa 23 tiri a testa, mani distrutte! Alla sera del secondo giorno sono partito per uno dei miei giri eremitici che mi ha portato sulla cima della creta di Timau. Mi sono goduto il fascino solitario ed austero della montagna serale. Con Buso, Gigi e Giovi”.

Adess o che rileggo queste righe mi viene in mente quante volte abbiamo fatto a piedi la strada sterrata da Laipacco fino al lago, carichi come muli di tutto il necessario per arrampicare e vivere una settimana in altura in piena indipendenza.. Che bei ricordi.

Sempre dai miei diari.. “5-09-1999 Quest’anno l’annuale uscita del GAG, vuoi per il meteo vuoi per l’occupazione dei singoli,è riuscita male. Il sabato il tempo sconsigliava l’uscita ma 2 soci (Buso e Gigi) sono andati ugualmente spinti dalla voglia di arrampicare. Il sottoscritto è salito solo il giorno dopo, da solo, con il fiorino fino quasi alla malga bassa e poi a piedi. Quando sono arrivato alla malga alta ed ho visto che in parete non c’era nessuno sono andato a cercare i miei amici all’interno del rifugio.. Quando li ho visti sono scoppiato a ridere: la loro faccia sembrava aver preso la piega di 2 alpinisti tornati dall’Himalaya; erano avvolti nei sacchi a pelo e pieni di freddo. Un pò alla volta ci siamo scaldati e ci siamo recati ad arrampicare. Ho realizzato a vista Forellen (6b) e in seguito dopo una pastasciuttata il primo tiro di Lochness (6b+). Ritorno di routine fino al fiorino e poi tutti a casa!”

All'uscita della De Infanti con Gigi, Buso e Giovi
Pasta col tonno in malga
con Gigi e Buso in versione Mauro Corona

Un’altra bella giornata l’ho passata portando gli amici Gigio, Giovanni e Manuel a fare la De Infanti, tutto molto tranquillo e bello. La via non ha particolari difficoltà (4°+) ed è interamente attrezzata a resinati. La via esce sui prati sommitali e la discesa è assicurata dal sentiero CAI.

ll primo tiro della "De Infanti", su splendido calcare

All'uscita del diedro del 4° tiro
In sosta con Gio, prima lunghezza
Romanello Vs 6b
 

"Sembra brutta" 6a
Un Gigio soddisfatto all'uscita della De Infanti
Caç occhieggia durante il nubifragio di arrampicarnia 2011

La falesia è stata definita una delle più belle d’Europa anche dalla rivista “Pareti” di agosto 2011, gente professionista, mica bigoli!

Consiglio di andarci assolutamente almeno una volta nella vita, come LaMecca per i musulmani, merita!

Info utili:

Vie consigliabili: tutte ma personalmente consiglio la De Rovere 83 (3 tiri max 5c), Mice cream 6a+ e Forellen (6b). Frequentabile da maggio a fine settembre. E’ possibile ripararsi nella malga alta ma oramai per dormire non ci sono neppure più le brande (le hanno bruciate!). Spittatura: le nuove vie chiodate da Gianni Cattaino sono ottime a fix, le vecchie chiodate già da qualche anno sono un pò lunghette!

Il meteo cambia rapidamente, portarsi sempre un gore-tex!

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