Forcella Nuviernulis – Gruppo M. Sernio

30.10.2011 Forcella Nuviernulis – 1700m

Ci sono montagne nella mia vita che riescono a sfuggirmi e a farsi salire solo dopo parecchi tentativi andati vani.. Montagne anche facili, niente di impegnativo.. Mi è capitato già con il Coglians dove ho dovuto “correre” ben 7 volte, d’estate e d’inverno, per arrivare finalmente alla campana di vetta. Parrebbe ora che il Sernio mi stia sfuggendo nella stessa maniera, ma sono fermo per ora al terzo tentativo.

Per oggi infatti l’idea era la salita dello spigolo N-O, una bella e lunga salita alpinistica con tratti di 2° non attrezzati, con successiva discesa dalla normale attraverso la forcella Nuviernulis e il rif. Cjase dal Mestri.. Una breve telefonata ad un amico di Paularo però sconsiglia la salita dello spigolo in quanto a N c’è già neve nei canali e la discesa della normale potrebbe essere troppo difficile (mi affido alle indicazioni di chi già c’è stato non conoscendo il percorso).

Con 3 amici cambiamo quindi itinerario e invece di parcheggiare l’auto sopra all’abitato di Lovea, risaliamo la valle del Chiarzò fino al caratteristico borgo dal nome profumato: “Dioor”; ammasso di rustici non abitati dove alle 7 di mattina, come accadeva sempre nei paesini carnici, una vecchina cordiale è uscita dalla stalla dando indicazioni sul parcheggio con l’erre moscia tipica degli abitanti di questa valle. Un ottimo profumo di letame ci dà il buongiorno mentre mettiamo gli scarponi (tutti tranne Fabio che li ha dimenticati a casa….).

Dalla cima del borgo parte il sentiero CAI 437 che ci darà la direttiva oggi portandoci verso al Sernio.

Man mano che il giorno nasce i colori dell’autunno esplodono e i boschi della vallata si incendiano, spettacolare la vista sulla conca paularina.

La conca di Paularo

Fa relativamente caldo per la stagione, in giro tutto è umido e spuntano parecchi funghi un pò ovunque, commestibili o meno (un bel risottino si riuscirebbe a cucinare..).

Nonostante l’andatura impressa dallo “scarpettaro” sia abbastanza sostenuta si parlotta allegramente del più e del meno e c’è tempo per gustare del panorama che a tratti si apre nel bosco. In una mezz’ora scarsa siamo allo spiazzo erboso del Rif. Fuarmi, appartato angolo di verde tra i boschi di faggi colorati.

Il Tersadia da loc. Fuarmi

 Il sentiero ora si fa un pò più incerto addentrandosi nell’erba alta ma continua a salire con decisione, un altro spiazzo erboso più in alto, dove vigila una “meda” (covone di fieno) ben eseguito dai valligiani e il sentiero entra in una zona selvaggia; testimonianza di ciò il cartello della forestale regionale “area wilderness” che oltrepassiamo sperando di non trovarci l’orso Joghy di fronte. La beffa sta nella perdita di quota di questo settore di sentiero che oltrepassa degli alvei di rii in secca dove l’andamento si fa un pò difficoltoso a causa della ripidità dei versanti e dell’instabilità degli stessi. Ma usciamo vivi e vegeti anche da questi attraversamenti per sbucare finalmente all’aperto nel vallone principale sotto alle pareti settentrionali del Sernio. La risalita di un ghiaione ci fa faticare più del previsto, il sentiero in questo tratto è stato eroso dalle ultime piogge.

Autunno!
Avancorpi settentrionali del Sernio

Altri 20 min e siamo ad un bivio: da una parte a breve distanza è raggiungibile la Casera dal Mestri, dall’altra si prosegue verso la cima. Guardiamo l’orologio, sono le 10 e arriva la notiziaccia che un membro della combriccola dev’essere all’auto alle 13.30.. L’andazzo prende una brutta piega e nemmeno il sole che finalmente fa capolino su di noi riesce a rallegrarmi per quest’ulteriore tentativo che già capisco è classificabile come “fallito” – niente Sernio nemmeno stavolta. Mi chiudo in me e salgo pensieroso il ghiaione sottostante la torre Nuviernulis che domina dall’alto la zona. Spettacolare.

Torre Nuviernuli e torre Ivano da N

Le pendenze si fanno sostenute maggiormente in prossimità della forcella e con qualche passaggetto facile arriviamo in vista dell’altro versante, in un bagno di sole caldo. Oggi la gita termina quq per i motivi già accennati, alla fine comunque vedo posti nuovi che mi mancavano. Ci sdraiamo al sole e vivacchiamo beatamente..

Mi viene in testa di salire la torre Nuviernulis, una scritta rosso sbiadito nelle vicinanze ne indica la via. In 3 attacchiamo i passaggi, poi dopo circa 50m un esposto passaggio di 3° fa desistere prima il mio amico e poi me, oggi non è la giornata per cercarsi “notte” 🙂

Sulla S della torre Nuviernulis
Le rocce stratificate della base della parete N

Rientriamo dallo stesso percorso dell’andata, unica deviazione di 5min per fare una visita alla casera dal Mestri, mirabile esempio di ristrutturazione di un rifugio. Posto in una radura e realizzato in legno può essere un valido luogo per il pernottamento di festose compagnie..

La casera dal Mestri

Il rientro è veloce, alle 13 siamo all’auto; il GPS dice che oggi abbiam percorso 16,40Km.

 Sernio, la prossima volta ti brinco!!

 

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