Sella Ursich – Gruppo del Canin

SELLA URSICH – CANIN

Sella Ursich 2300m ca: una delle scialpinistiche più classiche delle Giulie risulta molto frequentata nel periodo invernale vuoi per la semplicità del percorso (MSA) vuoi per l’accesso rapido che può essere agevolato dall’uso degli impianti di risalita di Sella Nevea. L’itinerario, dopo aver risalito un largo “vallone” a N delle pareti del gruppo del Canin, termina sulla Sella che divide il versante di salita da quello dove vivacchia malamente il ghiacciaio del Canin (in ritirata) con bella vista sulla zona carsica di Sella Grubia e le cime resiane dove passa l’alta via resiana. Tale itinerario in estate non ha particolare interesse.

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28.12.2011

Cercasi neve sciabile disperatamente! Quest’inverno non ne vuole sapere di lasciarci spazi bianchi da scendere con gli sci, magari farinosi, niente da fare.. Fa eccezione come sempre la zona del Canin (Alpi Giulie) dove pare che si sia sviluppato in questi giorni di Natale un pellegrinaggio ai suoi classici itinerari.. Mi unisco ai fedeli e assieme ai miei 2 amici di ventura parcheggiamo al piazzale di Sella Nevea dopo aver attraversato una triste Val Raccolana. Triste forse solo per noi che ci aspettiamo sempre cascate di ghiaccio ovunque e freddo artico, meno triste immagino per quei pochi che ci abitano. L’attraversamento della vallata infonde malinconia e tristezza, niente ghiaccio, niente freddo…

Al parcheggio della cabinovia c’è parecchia gente, una grossa percentuale sono scia lpinisti, altri pellegrini penso io.

Ci cambiamo con temperature incomprensibili per il periodo, solitamente qua si gela; oggi c’è forte invesione termica, l’OSMER dà lo zero termico a 3000m.

Dopo aver fatto il biglietto di sola andata per il Rif. Gilberti e aver lasciato in loco le mie imprecazioni per il prezzo del biglietto che è in continuo aumento (8€!) sci ai piedi scendiamo alla stazione di partenza dell’ovovia. C’è da dire in verità che i veri scialpinisti, non quelli scanzafatiche come noi, partono dal parcheggio e salgono utlizzando il sentiero del Poviz-Leupa per raggiungere Sella Prevala e la zona del Gilberti. A parziale scusante nostra oggi la parte bassa del sentiero è priva di neve.

Con l’ovovia in breve siamo al Gilberti con bella vista sul Montasio.

In ombra la parete del Bila Pec, dietro Montasio e Modeon del Buinz

Spostandoci dietro al rifugio notiamo che oggi pochi salgono a Ursich, alcuni si dirigono alla più vicina sella Bila Pec di omologa difficoltà.

Sella Bila Pec

Il nostro itinerario prende il via dietro al rifugio a quota 1830, scende di pochi metri per guadagnare quindi verso sx l’inizio del vallone di Ursich. La prima parte risulta la più problematica dell’intera salita e ci sono 2 modi di affrontare questo breve tratto: o traversare in alto sotto le rocce con un traverso piuttosto delicato perchè spesso “spelato” con ghiaccio e rocce affioranti o prendere direttamente il ripido canalino di sx.

in alto il traverso, in basso uno skialp all'inizio del canalino

Memore di precedenti esperienze vado diretto al canalino, tolgo gli sci e risalgo velocemente la ripida rampa di neve ghiacciata che adduce al vallone di Ursich. Senza intoppi cominciamo la salita del largo vallone estasiati dalla visione delle pareti N del Forato. 2 sciatori dirigono verso il foro ma lì oggi la neve mi pare più ventata. Per essere la prima uscita di stagione la gamba gira bene nonostante la mia seminfluenza di questi ultimi giorni. Guadagnamo quota e ci lasciamo finalmente alle spalle il chiasso degli impianti e le casse che sparano musica disco a tutto volume.. Devo dire che sono molto polemico con le opere e l’operato della promotur degli ultimi tempi: per realizzare l’ultima ovovia e l’impianto che porta  a Sella Prevala, con annesso collegamento agli impianti sloveni, sono stati devastati paesaggi carsici di rara bellezza. Ancora mi ricordo un mio passaggio in estate durante le opere di realizzazione nei pressi del Gilberti.. Beh, insomma, sti qua han letteralmente tagliato una fetta del suolo carsico asportando e spianando doline, inghiottitoi, campi solcati etc alla bene meglio. Mi chiedo a questo punto dove siano stati “i verdi” famosi contrari ad opere molto meno invasive anbientalmente parlando nonchè come siano state fatte le varie valutazioni di impatto ambientale annesse e obbligatorie; altro esempio di scempio a mio avviso è la realizzazione della stazione di arrivo del mega impianto di conca Prevala, cemento su cemento e un bel pistone sotto al Leupa che sono come un pugno nell’occhio.. Ma di questo pochi parlano opponendo sul piatto della bilancia lo sviluppo di una valata ormai morta.. Da quello che ho potuto vedere e capire la Val Raccolana morta resterà ancora per molto e la devastazione in quota oramai è irreparabile, Povere montagne!!

Dopo un tratto più ripido si sbuca in un pianoro oramai in vista della nostra meta odierna, una decina di minuti e la “cima” di oggi è raggiunta.

Da qua si gode una bella vista sul Montasio e su tutta la catena che va fino allo Jof Fuart, in vicino Mangart sonnecchia al sole con la sua mole enorme e distaccata da tutto. Al freddo invece giace la vicina forcella tedesca con l’annesso ripido canale che ci rirpomettiamo essere una delle prossime mete. Attendiamo l’ultimo della comitiva per scambiare 4 battute e ci proiettiamo già alla successiva discesa. Oggi finalmente inauguro la mia GoPro Hero, vedremo poi i risultati. Caschetto in testa mi avventuro alla guida del gruppetto.. Una figata! 9 mesi di digiuno han accresciuto esponenzialmente la voglia di sci e adesso faccio il diavolo a 4 saltando e “slalomando” giù per il pendio. Mi ricordo ancora bene come si fa, ma alla prima di stagione c’è sempre sto dubbio.

In salita
All'uscita dal tratto ripido
Verso le cime resiane
Un brindisi: finalmente si scia!

La discesa ovviamente non è delle più esaltanti: l’alta frequentazione delle scorse giornate ha pistato un pò tutto e ci sono croste un pò ovunque fuori dai tracciati più battuti ma mi diverto lo stesso alla grande. Alla fine del vallone decidiamo assieme al Pelle di scendere il ripido canalino, che in normali condizioni non sarebbe di particolare difficoltà, ma che oggi si rivela più tosto del previsto per gli alti gradini presenti provocati dalle raspate degli scialpinisti. 4 salti e usciamo nei pressi del Gilberti dove non ci scappa un the col Rum caldo.. Immergersi nella folla di sciatori pistaioli mi lascia sempre un pò perplesso per la varietà dei “tipi”umani che vi si trovano ma pazienza, la convivenza dura fino al parcheggio, il tempo di scendere la pista del Canin bella ghiacciata e togliere gli sci.. Ora si torna a casa con in mente la prossima avventura bianca!

Dettagli tecnici:

Difficoltà MS/BS

Dislivello: dal Rif. Gilberti 450m circa in salita e 1100m circa in discesa

Tempi di salita: 1.30h in tranquillità

Omarut con Pelle e Psycho

Qui il video: http://www.youtube.com/watch?v=QchjdSNKJeI&context=C3b0c00bADOEgsToPDskKNvQ2E0Ag2X_f4476v7CYZ

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