Nebbia fitta al Rif. Calvi..

07.06.2012

Immancabili pensieri ritornano in questo periodo dell’anno ad una cara persona che ormai non c’è da 3 anni. Il 13 di questo mese ne corre l’anniversario della morte, avvenuta improvvisa sulla via “Simon-Bea” alla Torre dei fiori nel gruppo del Peralba.

Ieri sera siamo saliti a portare un mazzo di fiori, senza tante cerimonie, in un silenzio colmo di emozioni che nonostante il tempo passato, almeno in me, restano vive e forti come fosse appena successo..

Già in auto da cima Sappada una fitta nebbia avvolge tutto, salire alle sorgenti del Piave poi è quasi un’impresa.. Guido tenendo come riferimento l’erba che segna la fine sella carreggiata, davanti al parabrezza non si vede più in la di 20m.

Non conoscessimo bene il posto saremmo probabilmente già a rotoloni nei ripidi prati circostani. Lasciamo il ranch al parcheggio, di salire al Peralba seguendo la ferrata Sartor con queste condizioni proprio non se ne parla, percui negli zaini mettiamo giusto una maglietta di ricambio e saliamo veloci la strada verso la cava di marmo. Molto veloci.

Attorno tutto è nebbia, anche nella mia testa. Si parla dei soliti discorsi eppure il pensiero già vaga in lande più “profonde”, scostandosi dalle solite superficialità che tanto ci piacciono. Sotto alla torre raggiungiamo la lapide in ricordo di Andrea, un mazzo di fiori recisi viene adagiato vicino alla sua foto, è ritratto sorridente, come lo era sempre del resto. Noto che il fioraio ha messo anche delle regine delle Alpi, direi che ci stanno a puntino. Attimi di silenzio interiore, pensieri..

Son circa le 20, decidiamo di salire al Calvi per una birretta, apprendiamo poi che è la prima giornata di apertura stagionale. Nel tratto di sentiero che ci divide dall’edificio ci scambiamo pensieri profondi, vedute di vita e interrogativi vari sul mondo dell’alpinismo e degli affetti.. Andrea a tre anni dalla sua morte ha ancora il potere di farci pensare e riflettere.. Punti di vista vari, vedute e stili di vita differenti, nessuno giusto – nessuno sbagliato.

Ci sono pochi amici, pochissimi, con i quali è bello arrivare in cima e sapere che non servono parole superflue per descrivere quello che ti lega, basta un abbraccio e uno sguardo di profonda intesa.

Con Andrea probabilmente sarebbe andata a finire così, sarebbe stato di sicuro la persona giusta.

Rientriamo a valle, la nebbia si è un pò alzata. I larici sono bianchi di umidità, i botton d’oro ci salutano.

Omarut, Psycho e Pelle

Ho realizzato un breve collage dai miei archivi multimediali in ricordo di Andrea, credo faccia piacere a quelli che l’han conosciuto.

http://www.youtube.com/watch?v=4_hYS-zxWhY&feature=plcp

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