Via “Capò” – Pilastro Ovest del Pal Piccolo, P.sso M. Croce Carnico

Calcari di confine

09.07.2012

Altra via di rapido accesso da breve realizzata ed attrezzata dagli austriaci sul pilastro O del Pal Piccolo, pochi metri alla sx dello Spigolo De Infanti per intenderci. La linea della via corre proprio su quella di confine e tante volte si passa a pochi cm dai picchetti bianchi bulinati I ed O (O sta per austria). L’idea della salita è venuta repentina appena vista sull’internetto la presenza di una nuova linea di difficoltà superiore al classico spigolo ma inferiore alle vie di dx della parete (fata Morgana, l’esteta, etc..)

Trovo in Cristian un amico curioso quanto me e pronto a  dedicare una mattinata a questa arrampicata simil montana.. Certo, la presenza delle macchine sulla sottostante statale e soprattutto di roboanti motociclette annulla completamente il fascino di essere in montagna ma resta pur sempre una parete degna di nota per la qualità della roccia e per l’avvicinamento brevissimo dal parcheggio.

Eccoci quindi all’attacco della via Capò dopo aver seguito il solito sentiero dello spigolo, oramai diventato quasi un’autostrada. Curiosi proseguiamo oltre l’attacco di quest’ultimo e una trentina di metri oltre v’è piantato nella grigia roccia uno splendente spit in inox con tanto di personalizzazione austriaca da parte dell’Alpinvarein, tipo il nostrano CAI.. Chissà perchè ma la mia simpatia è subito diretta invece verso un vecchio chiodo storto ed arruginito infisso sempre alla partenza della via, probabilmente messo da De Infanti che ha battuto molto bene ai tempi queste pareti. Quindi altro che nuova via! E cmq sta finendo, come sempre da ste part,i che i tracciati sono talmente vicini che spesso si confondono.

Non ci perdiamo in ciance e mi preparo per attaccare io, prendo su una dozzina di rinvii, qualche cordino e un paio di ghiere – tanto la via è attrezzata bene da ciò che dicono e lo sguardo verso l’alto lo conferma.

Si parte..

1° tiro: Placchette iniziali ben ammanigliate, poi parete articolata più verticale per uscire sotto ad un abete con cordino rosso e dirigere, in discesa su terra, verso dx vista la liscia placca sovrastante. La prima sosta è sopra alla placca, leggermente a sx in una nicchia, la si vede solo all’ultimo. Per arrivarci ho sbagliato e son salito troppo, attimi di improperi e appigli unicamente per i piedi, ovviamente nascosti alla vista sotto a una pancia rocciosa.. Ma alla fine raggiungo indenne i 2 spit che segnano la fine del primo tiro.

A causa della chiodatura ravvicinata e della lunghezza finisco i rinvii e devo utilizzare delle ghiere “alla vecchia maniera”. Saranno 30 m di 5b.

Il secondo tiro se lo becca Cristian e parte in bella maniera direttamente sopra la verticale della sosta. Fortunatamente nel salire le sue scarpe non invadono la mia dentiera e sparisce alla mia vista poco dopo. Ci starà parecchio a darmi il via libera per seguirlo e solo poi capirò che c’è uno dei passaggi chiave della via, ad occhio un 5c/6a che supera una placca per andare a prendere uno spuntone aggettante. Prima equilibrio poi un pò di forza. Oltre non ci sono problemi e la sosta è in comune con la terza sosta dello spigolo De Infanti sui resinati presenti. 30m

Partenza del secondo tiro

In sosta ci precedono una coppia di attempati vecchietti austriaci, capirò poi che sono di Vienna. Hanno l’aria di gente forte, gente da classiche salite dei tempi andati.. Lui poi indossa scarpe da trekking consunte, ma se ne fa un baffo delle difficoltà e le vince con un sorriso. Ride meno sul terzo tiro (e questo me lo riferisce Cristian in sosta poi) dove a causa anche del bagnato fa dei numeri da circo. Io mi districo con la loro corda cercando di non ingarbugliarmi – in sosta farò presente che la De infanti sale altrove! Ringraziano e le nostre strade si dividono anche se di pochi metri. Anche la terza sosta sfrutta i resinati della De infanti ma io mi fermo su un ancoraggio poco sotto per evitare problemi trans frontalieri! Bel tiro, sarà di 5a e di 20/25 m di lunghezza.

Terzo tiro

Seguono 2 lunghezze di roccia ottima e difficoltà piuttosto contenute con direttiva evidente subito alla sx dello spigolo. Una sessantina di m totali per difficoltà intorno al 4a e 5a. Il mio amico lo definisce un “troi” (sentiero in carnico) – Io comunque apprezzo.

Sullo spigolone

Finisco per arrivare sul ballatoio erboso e pianeggiante dove la De Infanti termina. Però le attrezzature della nostra via guidano a proseguire sulla sx, su inesistenti verticalità. Sfrutto la sosta preparata quindi per recupeare Cristian che riparte subito per il successivo tiro, che si potrebbe percorrere, tranne i primi m sopra alla sosta, tranquillamente slegati. Si incrocia perfino il sentiero di “servizio” dello spigolo, tutto tranne che arrampicata! Tuttavia la cosa è burlescamente spittata e poco oltre la via si raccorda a delle vecchie conoscenze: 2 tiri di buona roccia con un passaggio di aderenza-spalmo(5c-6a) sul primo dei 2. Merita sicuramente percorrerli entrambi, la spittatura è più lunga ma mai problematica.

Fessura del penultimo tiro

Complessivi 70m circa anche perchè l’ultimo tiro è intervallato da una scampagnata prativa fra le rocce.

Ultima lunghezza, verso l’uscita
Si vedono le mie falesie!

Dalla cima si vedono bene le mie falesie, a breve ci torno a finire il lavoro con il trapano.

Siamo in cima in 2.30h di arrampicata divertente.

NOTE E INFO

Acceso: diretto dal PassoM.Croce sul sentiero verso il Pal Piccolo e subito su traccia verso la parete. In 5 minut contornando le rocce basali si è all’attacco, non ci si sbaglia, oltre l’erba non è tagliata 🙂

8 tiri totali per circa 250-300m di arrampicata, passaggi di 5c/6a il resto più facile. Attrezzata a spit ravvicinati dove necessario anche se in alcuni punti l’attrezzatura è dscutibile e leggermente fuorviante nei passaggi, ma la cosa è trascurabile. Al contrario delle apparenze che la farebbero solidissima, in alcuni passaggi del 4° e 5° tiro prestare attenzione a dove si tira con le mani, ci sono un paio di “Dolmen” instabili che attendono di conoscere il piazzale del Passo.

Portare abbondanti rinvii (almeno 13-14)

Discesa: dall’ultima sosta il sentiero è 2 metri verso sx, seguire il rilievo stando sulla sx (ometti, vecchi segni rossi) e quindi dalle trincee seguire il sentiero di rientro al passo di M. Croce. Tutto molto evidente, impossibile sbagliarsi (magari solo in caso di nebbia!).

Tempi: calcolare 2.30-3 ore per la salita, 40 min la discesa

Ultima dritta per gli alpinisti uomini: facendo foto mi sono spinto verso la galleria della strada austriaca, con sorpresa ho notato che la vecchia casermetta delle guardie confinarie è stata riadattata a bar e serve buona birra un’avvenente bionda! Direi che la birra è ancora più buona 🙂

Tracciato (indicativo)

Buona Montagna

Omarut e Cristian