Pic Chiadin, never stop the exploring

Pic Chiadin 2302m: elevazione di modesta entità che vanta tuttavia sulla sommità un punto panoramico di tutto rispetto sul vicino gruppo del Coglians Cjanevate e verso le cime delle Pesarine e dell’alta valle del But. E’ il punto culminante della dorsale che collega la forcella Monumentz a M. Floritz, poco sopra il Rif. Marinelli. La sua frequentazione è massima soprattutto nelle giornate invernali in quanto costituisce una bella e classica gita di sci alpinismo (MSA).

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02.11.2012

Ponte di novembre, tocca approfittare. Tocca approfittare nonostante il meteo sconsigli le uscite in altura, a Tolmezzo pioviggina e la nebbia avvolge prepotente tutte le cime.

Poco male; intanto si va, poi vedremo.

Alle 9.30 partiamo dal rif. Tolazzi in un’atmosfera umida e uggiosa, solo un’auto sbarca 2 inguaribili escursionisti; saranno gli unici esseri umani che incontreremo fino al nostro rientro.

A terra qualche cm di neve caduta nei giorni scorsi suggerisce l’arrivo dell’inverno anche se la temperatura non è certo rigida. Salutiamo S. Bernardo qualche tornante più in su e ci addentriamo nel bosco, seguendo il sentiero verso Malga Moraretto per “tagliare” un pò la solita strada pallosa..

S. Bernardo, patrono degli alpinisti

In vista dell’agriturismo comincia a tirare un bel venticello gelido il chè sconsiglia di proseguire sull’aperta strada. Miriamo per boschetti di larice al tornante più in alto, verso sx, verso l’accesso al vallone del Coglians. Come al solito sbaglio l’attacco del sentiero e dobbiamo risalire il “canale” che d’inverno è in ben altre condizioni delle odierne: lo spessore della neve sta salendo ma la marcia è fortemente rallentata da tutti gli ontani che stanno lottando con la coltre bianca per non farsi schiacciare al suolo. Avanziamo lentamente. In alto Pelle propone un diversivo al percorso conosciuto e diamo un pò di pepe alla salita salendo uno spallone roccioso di calcare bagnato e scivoloso. A metà “scalata” mi giro e guardo come scendere per un’eventuale ritirata.. Penso anche che sono padre ma evito di dirlo ad alta voce 🙂

Verso il canale, ingresso al vallone del Coglians
Dalla nebbia alla nebbia

Le difficoltà non sono certo alte però tolgo i guanti per sentire meglio la roccia, attenzione a non scivolare e siamo fuori dalla zona di roccia. Poco sopra apriamo la porta di uno scenario completamente differente: è inverno! La neve sale velocemente e nevica a larghe falde. Sprofondiamo fino alle ginocchia e in alcuni punti anche di più. Certi tratti poi sono degli evidenti accumuli di inizio stagione, creatisi con l’azione eolica, ed alti più di un metro… Bello sentir vibrare tutto quando l’amico che segue è vicino a te e batte a terra con gli scarponi.

Elementi infreddoliti

Usciamo da ste situazioni poco simpatiche e miriamo a un grosso sasso nei pressi della Torre del coston di Stella , unico e grosso punto di riferimento in mezzo a questo mare bianco di neve e nebbia. Siamo ancora bassi, ce ne rendiamo conto più su quando convinti di essere arrivati a forcella Monumentz un cartello segnavia che sbuca dalla neve smentisce i nostri pensieri.. Siamo ancora bassi e salire ci costa parecchia fatica. L’originaria metà scelta “va a farsi friggere”: alla cima di mezzo del Coglians non ci arriveremmo in tempi ragionevoli per cui decidiamo di mirare alla vicina dorsale del Pic Chiadin, cima strafatta ma sempre meritevole.

La nebbia stravolge tutto anche la convinzione di conoscere i posti a menadito.

La dorsale del Pic Chiadin dai pressi della F.lla Monumetz

Ci diamo il cambio più spesso nell’apertura della traccia e dopo parecchio cominciamo finalmente il traverso verso Est, su una traccia di sentiero che risulta chiara solo in pochi punti. Ma da qua tutto è più semplice, basta seguire sotto la linea di cresta. Neve tanta, tanto vento che soffia.. Sembra di essere sul M. Bianco altro che Carniche! In 3 punti è richiesta attenzione, i soliti accumuli sul “salto” del declivio N. Ci distanziamo quanto basta e in un turbinio di ghiaccio raggiungiamo il punto in cui il sentiero gira per un attimo il versante. Da qui in poi l’atmosfera cambia completamente: il vento si placa ed in un attimo la nebbia si dissolve lasciando spazio ad una bella giornata di sole, incredibile.

Stuzzicadenti Shangai

L’ultima crestina che ci porta alla cima apre la vista su quello che ci circonda, tutte le cime incrostate di nuova neve, sassi verdi, nuvole bianche e grige e in basso la vista su Collina e gli altri paesini che sono circondati da prati ancora verdi. Una tavolozza di colori che regala fantastiche emozioni. Bellissimo.

Ci abbiamo impiegato 3.45h dal parcheggio, un’eternità a pensarci seduto davanti al PC, un tempo accettabile pensando alle condizioni trovate.

Cima!
Cjanevate
Coglians
Sguardo verso la Val Degano

La sommità di questa montagna, vista da quassu verso il Marinelli, sembra spianata con il rullo.

Preghiere di ghiaccio al Marinelli

La discesa avviene passando per il Rif. Marinelli e la sua strada di servizio.. Man mano che si scende la neve cambia da farinosa a pesante, torna la nebbia e la giornata si rifà uggiosa.

Pazienza, anche per oggi “abbiamo dato”.

Omarut e Pelle

Info Utili: dal Rif. Tolazzi (raggiungibile in auto da Collina di Forni Avoltri) si segue il CAI 143 verso Malga Moraretto. Dall’agriturismo seguendo in salita la strada che porta al Rif. Marinelli, poco oltre il tornante successivo in una macchia di bosco, sulla sx si stacca il sentiero che risale il vallone del Coglians, dapprima fra gli ontani e via via su terreno più aperto. A quota 2200 circa, in terreno carsico, si prende verso destra, verso la dorsale del Pic Chiadin. Il sentiero passa nei pressi della cresta, scavato nella roccia e giunge alla cima in breve dopo bel traverso panoramico. Il rientro si effettua per comodo sentiero sul versante opposto passando per il Rif. Marinelli.

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