Ferrata alla parete N della torre Clampil – Elogio ai bicipiti

14.07.2013

Ufff, chiuso il moschettone mi ci appendo senza tanti problemi, come non ho mai fatto su una via ferrata prima d’ora. E’ stato meglio così, sentivo le forze alle braccia venire meno, e onde evitare un bel volo lungo il cordino metallico è meglio rilassarsi un attimo appeso come un salame con 150m di vuoto verticale sotto al sedere. L’uscita della ferrata è lì, non più di una trentina di metri, un camino attrezzato con pioli e zanche e poi dovremmo uscire sui prati sommitali della torre Clampil. Per la prima volta dall’inizio della ferrata riesco a guardarmi attorno, meravigliato da un panorama che ben conosco ma che ogni volta mi affascina come fosse la prima. Angelo sta già uscendo e si gira a farmi una foto, per non sfigurare riparto e concludo questa ferrata realizzata dalle guide austriache a pochi passi dagli impianti di Pramollo.

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Equini in ferie montane
Si va per fiori
Si va per fiori
Gondola???
Gondola???

Una di quelle ferrate che vanno “di moda” ultimamente, senza una logica, incurante delle linee naturali più deboli della parete anzi: i tracciatori hanno ricercato la massima esposizione della parete e nella seconda parte della salita la cosa si fa ben sentire. Oggi cercavamo un’uscita rapida senza tanto avvicinamento e l’abbiamo trovata: dal parcheggio dopo il lago del passo di Pramollo, risalendo le piste di sci adornate di fiori di ogni colore, fra cavalli al pascolo e placide mucche ruminanti l’attacco della ferrata si guadagna in un’oretta di tranquilla camminata passando nei pressi della cima del M. Madrizze dove terminano un paio di impianti di risalita austriaci. La parete è evidente e anche dei bei cartelli ne indicano chiaramente il percorso una volta scesi verso i ghiaioni alla base della stessa.

Verso la parete
Verso la parete

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Gli austriaci ci han dato dentro alla grande per rendere quest’angolo di montagna Carnica il più confortevole possibile alla folla di umanità variegata che raggiunge il posto soprattutto con gli impianti di risalita: c’è il posto dove una webcam scatta la tua foto caricandola in rete, c’è la pista attrezzata per le MTB, c’è il parco giochi per i bimbi, c’è un caratteristico percorso (percorribile anche con i passeggini) che si snoda fra laghetti, cascatelle e tappeti elastici e poi c’è il laghetto, perla del sito con tanto di gondola veneziana che galleggia sulle pulite acque d’altura… ?????? Una gondola quassù??? Beh, quest’idea è parecchio kitsch e ricorda i cinesi che provano ad imitare tutto, questa potevano risparmiarsela!

L'attacco, già verticale
L’attacco, già verticale
Si testano i materiali
Si testano i materiali
Lungo il primo tratto
Lungo il primo tratto
La cosa si raddrizza...
La cosa si raddrizza…
Il camino d'uscita
Il camino d’uscita

All’attacco della ferrata un gendarme di neve ammonisce i pretendenti ad usare giudizio, da lì non si scherza più.. e seguiranno buoni 45min a tirarsi su di sana forza sul cavo metallico e le attrezzature di recente fattura. Se la prima parte della ferrata è relativamente facile (relativamente) e qualche presa naturale si  riesce ancora a trovare, dalla cengetta di metà parete in su sono dolori! Passaggi spesso lunghi o con attrezzature sistemate in alcuni punti male fanno ringraziare che i propri muscoli funzionano ancora bene perchè altrimenti si sarebbe piantati, e dalla parte superiore una discesa la vedo come evenienza veramente remota! Il cavo in corrispondenza dei fittoni non ha i coni di gomma che ultimamente usano in Italia, alcune zanche poi sono messe in maniera discutibile e non oso pensare dove potrebbero conficcarsi in caso di volo.. Ma la mia curiosità va sfamata e tocca vedere anche questi giochi acrobatici d’altura. Sulla cima il panorama è bellissimo, ci perdiamo a guardare i nostri simili impegnati sulle vie della parete del Cavallo, sulla ferrata Contin e mi tornano alla mente belle avventure invernali su queste cime. Si rientra!

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All'uscita
All’uscita

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Cima!
Cima!
2 salami sul tratto finale
2 salami sul tratto finale

La discesa più conveniente segue la facile ferrata E che passando per la torre Winkel degrada rapidamente per i prati e i saltini verso la vicina Sella Madrizze. Su questa ferrata, data la sua facilità, c’è la bolgia.. così come fino all’arrivo degli impianti su citati. Ma noi non siamo come loro, oggi almeno, e parlando di prossime mete scendiamo i prati colorati di giallo che alla luce di mezzogiorno sono ancora più belli!

Omarut e Angelo

Info utili: La via ferrata alla parete N della Torre Clampil è una ferrata breve ma di “forte” intensità ed impegno fisico, richiede forza nelle braccia e assenza di vertigini in quanto sviluppata su placche aeree e molto esposte. I cartelli esplicativi la indicano come ferrata “estremamente difficile”, per capirci ben più continua della ferrata del Clap Varmost. Il rientro previsto passerebbe per la sella ove corre la ferrata Contin ma può essere fatto anche per la ferrata del versante E che raggiunge la torre Winkel dal passo Madrizze. Dal parcheggio di Pramollo 1 ora per l’attacco, 1 ora per la salita e 45 minuti per la discesa alla base delle pareti. Difficile il rientro dalla ferrata percui nel caso di dubbi e/o paure è meglio desistere prima!

Wow!
Wow!

5 pensieri riguardo “Ferrata alla parete N della torre Clampil – Elogio ai bicipiti

  1. Ciao Omar, sicuramente il panorama da lì davvero grandioso ma a me questa ferrata non era proprio piaciuta… Non la vorrò di certo ripetere 😦 Non è un delitto sforacchiare in quella maniera e con tutto quel ferro una parete? E come lei ultimamente diverse altre? Cosa ne pensi?

    1. ferrate di questo genere non trovano la mia approvazione. Come dico nel post il fatto che vengano tracciate “a goccia d’acqua” come usavano fare nelle scalate con gli ancoraggi a pressione, non segue una logica ma forse solo una tendenza all’acrobatismo spinto, probabilmente per far sì che le guide alpine abbiamo maggior lavoro. Io non obbietto ciò, le salgo per curiosità volendo conoscere le mie montagne sotto ogni aspetto, poi – sinceramente – preferisco salire con le corde e con i miei mezzi finchè ci riesco.. Cmq ci sono anche persone a cui questo genere di percorsi piacciono, io mi tolgo dalla categoria però! Ciao Elena

      1. Concordo Omar! Spero che la sete di turismo non mini la serietà dell’alpinismo e dell’arrampicata! Rendere gli itinerari così “sicuri”, accessibili e pubblicizzati fa spesso prendere alla leggere la materia. Ne va della purezza della montagna, della vita degli alpinisti e soprattutto dei soccorritori!

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