Monte Navagiust con l’anello Bordaglia-Sissanis

Monte Navagiust 2129m:  cima secondaria di questo settore di Alpi Carniche dove l’interesse maggiore è rappresentato senza dubbio dalla presenza del Lago di Bordaglia. La cima del Navagiust non è servita da un sentiero CAI vero e proprio ma la presenza di evidenti tracce, corrispondenti in più punti con la dorsale di cresta e le annesse opere militari, agevola la salita alla cima senza particolari difficoltà. La cima è rappresentata da un osservatorio della prima guerra mondiale ancora in ottime condizioni, un pò meno quelle della croce di vetta, menomata da saetta. Bella la visuale dalla cima sul circondario (Monti di Volaia, Creta di Bordaglia e dorsale del Fleons).

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10.11.2013

Questi sono i tempi dove l’erba gialla delle quote viene coperta dalle prime nevicate, tempi di cammino, nè di scalate nè di sciate, tempi ibridi che amo dedicare al depennamento del mio elenco personale, le cime delle Carniche non ancora salite. Tra queste c’è il Navagiust, la sua cima dovrebbe essere un pò fuori dalle nuvole che in cielo cercano una montagna su cui cozzare e scaricare il loro contenuto, o almeno è quello che spero dirigendo in alta Val Degano.

Incuriosito pure da un libro di recente letto, “la grande guerra in alta Val Degano”, consigliabile a quelli come me, curiosi dei monti di casa e delle loro storiche vicissitudini.

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La casera bassa
La casera bassa
Il Navagiust dalla casera
Il Navagiust dalla casera
La conca del lago
La conca del lago

Manco da un pò nella valle del Rio Bordaglia, mentre in alto ci transitai non più di 2 mesi fa, di notte, con la paura dei cani.. Almeno oggi si vede il circondario, abeti grossi e fitti, a destra della scivolosa strada in basso c’è la forra che il Rio Bordaglia continua a scavare dalla notte dei tempi. Ci alziamo poco prima di iniziare a pestar neve, si e no 100m di quota, la cosa non mi dispiace. Neve secca nonostante sia novembre, di quella che scrocchia sotto i piedi, buona per farci le curve con le tavole. Anche se i discorsi di lavoro un pò mi incupiscono la natura mi alleggerisce, potere taumaturgico sulle mie condizioni psicologiche, droga a cui sono completamente assuefatto da oramai 20 anni..

La salita della strada forestale non brilla certo per varietà. La monotonia si rompe verso quota 1500, quando il bosco si apre e lascia respirare lo sguardo. La neve ha dato già un tono Natalizio all’ambiente, alla casera Bordaglia di Sotto facciamo una breve pausa.

Lasciamo finalmente la strada sterrata per addentrarci nel bosco, su sentiero che conosco e ricordo, circondati da curiose cince che lasciano altrove la paura dell’uomo e ci seguono a breve distanza con il loro acuto cinguettare.

Dopo la pala più ripida, attorno ai 1700m di quota, il valloncello dove giace la fontana dell’alpino, resta poco per la malga di Bordaglia Alta. Il ricovero delle bestie è messo male, ma la malga dev’essere stata risistemata di recente, o almeno dopo la mia ultima visita. Sono, probabilmente, nel posto più bello delle Alpi Carniche, in vista del Lago di Bordaglia contornato dai larici ormai di un giallognolo stentato, manca davvero poco prima che gli aghi cadano.

Questa perla va tenuta buona per le crisi esistenziali, una tenda sulle rive e qualche giorno quassù fuori dal Mondo rimetterebbero in sesto chiunque.. E credo che sarà una delle prime escursioni che farò fare a mio figlio.

Sopra il lago 2 camosci ci fiutano da lontano e prendono quota nei ghiaioni  che scendono dalla Creta di Bordaglia. Noi oggi però dirigiamo all’opposto, verso il valico di quota Pascoli e l’altro laghetto della zona. Saliamo veloci, un camoscio solitario in alto fischia. Sarà per saluto o per maledirci, chi lo sa?

Poco prima della “dorsale” del passo di Sissanis deviamo per prati verso sx, intercettando la larga displuviale che qua culmina ad occidente con la cima del Navagiust. Da qua non conosco ma c’è poco da inventarsi, gli alpini e le loro trincee dopo 100 anni guidano ancora il piede del viandante verso gli accampamenti realizzati poco sotto la cima del Navagiust. Per prati raggiungiamo l’ultima rampa, sopra 2 gallerie collegate tra loro e scavate nella roccia della cima. Sono 50m di erba ripida e neve, la mani sono indurite e non ancora abituate a sentire il gelo sotto le unghie. Con attenzione poco dopo siamo all’interno dell’osservatorio, la cima del monte. Anche questa può essere depennata.

La cima
La cima
Il lago pera di quota Pascoli
Il lago pera di quota Pascoli
2 modi differenti di affrontare l'inverno
2 modi differenti di affrontare l’inverno

La presenza militare sul versante meridionale della montagna era ingente e lungo il rientro ci interessiamo qualche minuto alle foto storiche affisse da qualche associazione di volontari interessati alla prima guerra mondiale.

Il rientro avverrà per la Valle di Sissanis, sempre solitaria e affascinante, con i suoi alberi schiantati a terra dalle slavine, l’acqua che zampilla un pò ovunque e i “cornuti” che spuntano sui ripidi prati del Cjastronat.

A valle raggiungiamo la macchina in una mezzoretta, discesa rapida, merito del sentierozzo che picchia dalla casera di Sissanis bassa verso la stretta di Fleons. Giù i boscaioli austriaci stan portando via un pezzo di Carnia sui loro camion, altre risorse delle nostre terre vendute per il Dio denaro. Vabbè, cambieranno le cose in meglio prima o poi. (?)

Simpatico chiedersi cosa penserebbero i fanti che nel ’15 presidiavano il caposaldo del Navagiust guardando il nemico austriaco sul Cjastronat… Avrebbero mai potuto immaginare che un Frizt di Mauthen 100 anni dopo sarebbe arrivato a tagliare boschi a Forni Avoltri??!?! Discendente di quelli che gli sparavano granate addosso dal MaderKopf?!

Come cambiano le cose..

Omarut e Stefano

Info utili: la partenza per il giro di Bordaglia (anello di Bordaglia) è rappresentata dal sentiero che in discesa si stacca dalla strada nei pressi dello stabilimento della goccia di Carnia poco oltre Forni Avoltri (tenere la dx) segnale CAI 141. Al bivio diretto a Malga Ombladeet si segue la strada sterrata fino alla Malga di Bordaglia di Sotto e quindi, per sent CAI 142, alla malga Bordaglia di Sopra ormai in vista dello splendido anfiteatro del lago. Il 142 continua verso la Sella di Sissanis dove si può abbandonare per mirare verso il Monte Navagiust per tracce evidenti lungo la displuviale. Al rientro la discesa avviene mantenendo il 142 lungo la vallata di Sissanis e quindi alla stretta di Fleons e al parcheggio sul sent. 140.

tempo impiegato 3.30h scarse, calcolare circa 6 0re su tempistica CAI. Difficoltà escursionistiche.

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