Creta di Timau e Cima Avostanis – Bis di cime

16.04.2014

Data già per vincitrice, la primavera torna ad essere scacciata per qualche giorno dal freddo del N che scende e prende forma con raffiche di bora che soffiano su cime e vallate della Carnia da un paio di giorni.

Oggi accompagno Cri e Marco, nuova conoscenza, sulle mie carniche, niente di che ma ho in mente una gitarella che merita sempre per il bel panorama che offre nella parte alta.

La strada per malga Pramosio è stata sgomberata dalla neve per permettere il lavoro nella vicina cava di marmo. Al parcheggio il manto sovrasta la mia automobile di parecchio. Appena fuori dalla macchina ci rendiamo conto che la bora la farà da padrona anche oggi, raffiche gelide e fastidiose spazzano la zona. Non ci resta che temporeggiare al riparo della legnaia, ma l’appuntamento con eolo è rimandato solo di 10 minuti.

Comincia la salita verso la Creta di Timau. Il pendio sciabile è esposto ad E e dovrebbe essere scaldato dal sole che ci inonda verso passo Pramosio. Salendo non ho potuto fare a meno di notare il camino del rif. Morgante. Esce solo quello dalle valanghe del versante O scese dallo Scarniz, mai come quest’anno i pendii sono stati devastati. Su non c’è più nemmeno neve, solo da metà in giù si delinea una rete di bocche di balena, grossi tagli del pendio, dimostrazione di questo strano inverno con tantissima neve ma poco freddo in quota. A guardare bene, con un pò di insana immaginazione, è come se un gigante avesse tolto la tovaglia dallo Scarniz, non riuescendo a lasciare le cose al loro posto; tutto è venuto giù.

Il vento molla verso la malga delle manze, per fortuna. Salito intabarrato fin qui per non prendere freddo e peggiorare le mie condizioni fisiche posso finalmente liberarmi dalla mascherina e guardarmi un pò in giro. In alto i pendii sono spettacolari, già so che sarà una sciata memorabile. All’altezza dei tornanti miriamo direttamente al valloncello di sinistra che scende dalla cima della Creta di Timau, voglio stupire i miei ospiti con lo spettacolo della conca di Avostanis.

Risaliamo pendii a gobbe , la tanta neve ha ammorbidito i versanti ed arriviamo quasi alla cima con gli sci ai piedi. In alto azzardo ipotesi sulla presenza o meno di una cornice di circa 3 m.. Per Marco è una traccia, per me è la linea ultima da non oltrepassare per non rischiare la visita verso il vallone austriaco.. Da lontano capiremo che era proprio una cornice. Quassù oggi sembra di stare ben più in alto! Benedetto sole, uno spiazzetto di erba ci offre uno punto perfetto per togliere le pelli e rilassarci un attimo. Giù la primavera si vede, in fondo alla valle del But, paesi inondati dal verde dei prati, un colpo d’occhio affascinante.

Il vento secco garantisce anche una visibilità incredibile oggi, a 360° dai monti austriaci e friulani giù fino al mare.

Creta di Timau dai pressi di p.sso Pramosio
Creta di Timau dai pressi di p.sso Pramosio
Mammelloni di neve
Mammelloni di neve
Verso Casera delle manze
Verso Casera delle manze
Lungo i valloncelli della parte finale
Lungo i valloncelli della parte finale
L'Avostanis
L’Avostanis

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Cornici dalla Creta di Timau
Cornici dalla Creta di Timau
Panoramica
Panoramica
La valle del But
La valle del But

I miei amici gioiscono di ciò. Gran discesa, seppur corta, fino al laghetto che oggi – ovviamente – è sotterrato dalla neve. Così come il ricovero delle mucche. Della malga alta esce solo un pezzetto di tetto, circa 50cm, segno che ci sono circa 3,5 metri di neve!

Guardo verso la falesia che conosco bene.. Il settore facile ha neve praticamente fino alle soste dei tiri, 20 m.. I buchi del settore di destra non ci sono e potrei azzardare qualche via inconcepibile per me con il rischio di chiuderla ( pom sci pom sci pompompom – ti piace vincere facile?).

Rimettiamo i rampant, oggi grossi alleati. Dirigiamo verso la cima dell’Avostanis, un pendio in ottime condizioni ci aspetta a breve. La salita non porta via più di tanto e raggiungiamo i 2193m della cima in un mare di sole, panorama e beltade.

Potrei restar quassù, si sta benissimo. Ma la discesa che ci aspetta darà grosse soddisfazioni. Firn da favola sul primo pendio, poi giù direttamente sotto i tornanti, un tratti più ripido ma sempre sciabilissimo e poi per le larghe gobbe del passo di Pramosio. Mancherebbe solo lo Scarniz che di fatto è talmente mal messo che oggi risulterebbe sciabile solo all’estremo O verso il passo.

Non ne vale la pena, dopo aver messo la ciliegina sulla torta con  questa discesa.

Bella gita, bella giornata, bella compagnia!

Omarut, Cri e Marco

Pendii verso la conca del lago
Pendii verso la conca del lago

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Si sale all'Avostanis
Si sale all’Avostanis

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La spalla finale all'Avostanis
La spalla finale all’Avostanis

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In cima!
In cima!

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Sul tetto della malga alta
Sul tetto della malga alta

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Lo Scarniz devastato
Lo Scarniz devastato

Info utili: le salite alla Creta di Timau e cima Avostanis, seppur fattibili singolarmente, possono essere abbinate visti i dislivelli non impegnativi. Consigliabile affrontarle in primavera quando la strada per la malga Pramosio viene aperta dagli operai della cava (altrimenti il dislivello si modifica in base alla quota neve). Dalla malga la cima è già visibile verso N-O. Seguire dapprima i pendii verso il passo di Pramosio e quindi ad O oltrepassando la casera delle Manze (quota 1820m) e i tornanti di quota 1900m. Solitamente consigliabile raggiungere la conca del lago di Avostanis e da qui, per dorsali, fino all’evidente cima della Creta di Timau (ultimo tratto alpinistico da percorrere con picca e ramponi). La salita all’Avostanis ricopia quella della Creta di Timau ma alla conca del lago si prende il panettone a N passando a destra delle pareti) e quindi con traverso verso sinistra alla cima dell’Avostanis. Discesa sugli stessi percorsi di salita. Dislivello 697m per la Creta di Timau e 672m l’Avostanis. Diff. MS

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