Baska, tra mari e monti

09.09.2014

Incredibile come possano presentarsi contrasti tanto forti frequentando una località in orari differenti. Oggi è bastato alzarsi “al canto del gallo” per vivere un’avventura per me sicuramente insolita, una camminata in montagna.. ma in riva al mare!

E in completa solitudine. Tornare poi un paio d’ore a seguire ed essere avvolto dalla ressa  multietnica in costume da mare.

Preferisco la prima situazione.

Suona la sveglia, sono le 6.20. Fuori la giornata mostra i primi chiarori, la stanza dell’Hotel è ancora semibuia. Mia moglie ronfa come il mio piccolo che sa assumere sempre posizioni nuove da contorsionista nel letto. Sorrido mentre vado in bagno con passo felpato.

Preparo 2 borraccette d’acqua da fissare alla nuova cintura da running che provvidenzialmente ho acquistato all’L’IDL ed esco nei corridoi dell’albergo.. L’hostess non si accorge nemmeno della mia presenza, forse dorme ad occhi aperti.

La giornata si prospetta stupenda, non v’è una bava di vento o una scia di nuvola in cielo.

A passo di corsa mi avvio verso il lungomare e quindi ad Ovest, verso la cima che ho in programma. Si chiama Bag, sulla cartina è indicata come punto panoramico, ultimo bernocolo di una dorsale brulla e grigia.

Una delle borraccette inizia subito a perdere liquido dal tappo, se costano così poco un motivo ci sarà.. Maledico la catena tedesca di negozi e con il contenitore plastico in mano procedo affannosamente nel silenzio della riviera.

Non c’è un’anima. Transito lungo il campeggio ricolmo di tende e campers, roullote e bungalov dove solo i miei passi sull’asfalto mi accompagnano. Oltrepasso anche il piccolo borgo di Zakor e trovo in fondo alla spiaggia di ciottoli la partenza del sentiero, contrassegnato in rosso, quello che dovrebbe portare alla meta. Ovviamente la cartina turistica è rimasta in albergo, ma la memoria non dovrebbe ingannarmi e poi qua mica siamo in un bosco della Carnia!?!

Su di un terreno ideale “ho rotto il fiato”, come dicono gli atleti, e procedere correndo ora costa meno fatica seppur le pendenze vadano salendo.  Il tragitto taglia la dorsale in costante traversata sopra alle scogliere, addentrandosi a tratti nella macchia mediterranea odorosa di pino, di salvia selvatica e ginepro. Essenze a cui le mie narici non sono certo abituate, legate al secco della terra e alla salsedine; un mix perfetto. Queste sensazioni sono talmente lontane dal mio “essere montanaro quotidiano” che mi impongono diverse soste lungo il percorso..

C’è lo scoglio che si getta nel blu, la caletta solitaria dove onde stanche sbatacchiano, perfino una minuta barca in mezzo al mare scuro mi affascina.

Partenza dal lungomare, insolito..
Partenza dal lungomare, insolito..

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In forcella, mezzo alle pecore
In forcella, in mezzo alle pecore

Sta nascendo il sole, oramai il disco incandescente è già oltre le ultime vette del Velebit a oriente.. Peccato, l’idea era di godermelo dalla cima ma le tinte dorate che il paesaggio assume ripagano la lieve amarezza.

Il bosco lascia spazio alle rocce di netto, senza vie di mezzo. Il sentiero sale ora un ampio canalone, solo sassi bianchi e rosati erosi da acqua e vento. Qualche filo d’erba e niente più. La salita mi ricorda la zona del Canin, se proprio devo fare un paragone con le mie terre.

In alto raggiungo la sella sulla linea della displuviale, sono attorniato da pecore paurose. Getto lo sguardo verso Ovest dove compaiono le vicine isole in un dedalo di acqua e terra senza dubbio di grande fascino. In breve anche il bernocolo roccioso denominato Bag è raggiunto, quota micidiale di + 180m o giù di lì.

Stupenda la visione della baia di Baska.

C’ho messo 30 minuti dall’albergo, si capisce che sono completamente spaesato perchè oltre al mare sotto ai miei piedi non riesco nemmeno a capire le reali distanze.. dall’albergo sembrava molto più lontano!

Alle 7 di mattina che torno a fare già in albergo? Tantovale salire anche a una delle cime della vicina catena, ridiscendo alle pecore e prendo il sentiero segnato di blu che risale una dorsale piallata dalle forze della natura. Il terreno è lunare, bucherellato e secco.

L’andatura è giocoforza rallentata, i sassi hanno a volte grossi spuntoni e con le scarpe da running si fanno sentire…. e come.. La prova più dura della gita sarà quando all’orizzonte, proprio sul sentiero che sto percorrendo, si affaccerà “il caprone cornuto”, probabile capo delle lande desertiche delle terre alte di Baska. Ad un attimo di circospetto riguardo penso tra me e me che non sarà mica così difficile prenderlo per le corna in caso di carica?! Mi do coraggio e gli passo vicino, rispettosamente. Dall’alto del sasso dov’è arrampicato, tipo piedistallo, fa la cacca e scende al suo arem ovino. Si capisce la considerazione nei miei confronti.

Proseguo senza più patemi, il sentiero segue uno dei numerosi muretti a secco che sono edificati un pò ovunque sull’isola.. Raggiungo una cima (quota 300?), poi un’altra ed è già ora di rientro.

Concludo l’escursione sfruttando un sentiero “verde” che riporta a Baska con una picchiata diretta verso la pineta sottostante.

Correre sul bagnoasciuga ha il suo fascino, respirare la salsedine fa bene. Mi volto, guardo il tragitto e soddisfatto torno alla camera dell’albergo a 1.30 h dalla partenza.

La moglie ronfa ancora, il contorsionista ha assunto un’altra posa.

30 minuti e Baska non sarà più quella che ho avuto la fortuna di conoscere, alzandomi solo 2 ore prima degli altri.

Omarut

Baska dal Bag
Baska

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tragitto

4 pensieri riguardo “Baska, tra mari e monti

  1. ahahhahah…Omar!!! Elisa non sarà mica tanto contenta che hai scritto che ronfa!!! ahahah Bella la descrizione dell’incontro con l’amico cornuto…e anche ciò che ha pensato di te!! 😀 Divertentissimo!!! Elisa sicuramente ti dirà che meritavi un’incornata per ciò che hai scritto!!!! Comunque, credo proprio che avrei fatto come te…su e giù per qualsiasi cosa fosse stata più alta del mare!!! Ciaooo

    1. In effetti il mattino prima la poltronite ha vinto (son rimasto nel letto a ronfare anche io), però sarebbe stato un peccato lasciarsi sfuggire questi panorami splendidi

  2. Belle foto. Se ti capita di tornate e hai un Po di tempo puoi fare l altro versante (quello sopra il campeggio Fkk) e arrivare per sentieri a Velha Luka e Mala Luka dove ci sono le rovine della vecchia città. Posti incantevoli. Mandi

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