Paradiso per le famiglie, il Zollnersee

24.06.2015

La quadratura del cerchio a volte è quella di portare la mia famiglia al completo, con le dovute accortezze, sulle alture delle Alpi Carniche. Oggi tuttavia c’è stato l’allineamento dei pianeti e riesco a portare con me in quota mia moglie e il mio marmocchio.

Ho pensato a una passeggiata “estremamente” tranquilla, di quelle che ti fanno attraversare senza troppa fatica scenari magnifici dove la natura esprime la sua esuberante bellezza, dove non si può che rimanere colpiti e dire “che bello, quasi quasi comincio a fare del trekking seriale!”.

Fattostà che a mezza mattina risalgo la lunga strada sterrata che dal fondovalle del Gail rimonta fin quasi sulla displuviale di confine. La strada ha pendenze costanti, manto perfetto da percorrere con qualsiasi automobile, non necessariamente fuoristrada.

Fuori dal bosco, nel traverso che la strada fa verso oriente, gli alberi si diradano e lasciano spazio ad un mare di cime verdi che si susseguono a perdita d’occhio. Completano il quadro delle cascatelle, piccole malghe che punteggiano qua e là il territorio, cavalli al pascolo le cui sagome si stagliano nello skyline carinziano.

Un piccolo parcheggio accoglie la nostra macchina, da qui si va a piedi.

Prendiamo quindi la strada sterrata in direzione del rifugio e della chiesetta di guerra, posti su un’altura vicina. Attorno mucche atterrate digeriscono quest’erba che nelle tinte verdi della prima estate riempiono lo sguardo di chi, come noi, si muove camminando e assaporando gli odori e le luci di quassù. Oggi pochissime persone, meglio così.

Al rifugio prendiamo il sentiero segnalato verso il lago di Zollner, uno specchio d’acqua che giace in una splendida conca poco distante. Ne serbo ancora uno splendido ricordo mentre vi transitai nel pomeriggio di un paio d’anni fa assieme al Pelle in quella splendida avventura della 24h sulla traversata carnica.

Oggi i ritmi sono lenti, inventare giochi per destare l’attenzione del mio bamboccio è altrettanto stimolante. Insegnare ad amare le montagne, la natura, le piccole/grandi cose che ci circondano, questi sono i veri valori che vorrei trasmettere a mio figlio.

Oltrepassiamo un piccolo ruscello che percola da una torbiera li vicina… Per lui è il Rio delle Amazzoni, arriva al nostro guado dopo una serpentina di anse fra tappeti d’erba e pennacchi di piante cotonacee.

Con breve percorso tra vecchie pietre e rododendri raggiungiamo il lago, per oggi basta così.

Un bel pik nick nel silenzio della conca, solo il rumore del vento e il cinguettare di qualche uccellino che non si fa scorgere, la pace alpestre.

Rientriamo sulla stessa via dell’andata.

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Il lago Zollner

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Piccoli passi, grandi passi
Piccoli passi, grandi passi
La chiesetta dedicata ai caduti in guerra
La chiesetta dedicata ai caduti in guerra

Al rifugio, mentre io ed Eli ci beviamo una buona birra locale, il bamboccio gioca tra le radici di un vecchio abete e i girini del piccolo stagno vicino. Solo una giovane cameriera rompe l’idillio sbagliando tutte le ordinazioni dei clienti, i conti, le tempistiche.. Insomma, una in grado di far fallire un’attività pluridecennale in 2 giorni!

Il rintocco della campana della vicina chiesa suona per noi e per la memoria dei soldati della prima guerra, rientriamo alla macchina, una splendida giornata, da ripetere

Omarut e fam

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INFO UTILI: La zona del lago di Zollner è comodamente raggiungibile in automobile con una strada privata che in una dozzina di km porta dal paesino di Weidenburg (poco oltre Mauthen via Wurmlach) al parcheggio di quota 1740; la strada non è a pagamento ed è aperta indicativamente dai primi di giugno a fine settembre. Di lì al rifugio Zollnersee Hutte in 10 minuti, al lago di Zollner in 40 minuti – quota 1780m circa. Gita molto adatta alle famiglie con bambini.

One thought on “Paradiso per le famiglie, il Zollnersee

  1. Sempre grazie, amico mio.
    Un abbraccio a te, alla Eli e allo scatenato (attenzione, Minion gonfiabile radiocomandato in arrivo dal Savalon).
    Per fine luglio credo di poter riuscire a venire a fare quei due benedetti tiri, a respirare l’aria di Carnia e a stendermi sull’erba, cosa che, ti assicuro, mi manca tantissimo.
    Intanto, nell’attesa, leggo le tue parole piene di passione, che sicuramente passerai anche al “marmocchio”, ci vorrebbero più Omarut a questo mondo! Domani ti saluto Il Nepal, ma la Carnia è un’altra cosa. E no monadis…
    Mandi
    F

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