“Primi morsi” al Coston di Stella

21.06.2015

Il primo giorno d’estate rassomiglia piuttosto al primo giorno di primavera qua in Carnia, le temperature sono basse e qualche camino ancora fuma nonostante il calendario dica 21 giugno..

Alla mattina l’appuntamento con Manuel è inesorabile, le coperte non mi lascerebbero uscire dal caldo giaciglio ma l’impegno è stato preso e seppur il rientro a casa sia avvenuto alle 2.30 di notte causa una ricerca con il soccorso alpino alle 6 sono già in movimento per preparare, in maniera alquanto confusa, lo zaino con i materiali del caso. Ho dormito 3 ore; comincio ad avere un’età e so già che pagherò questa strapazzata durante la giornata.

Che poi, a ben vedere, anche oggi il mio teorema “giornata storta = giornata produttiva” ha funzionato divallando nel pomeriggio con una nuova via in saccoccia.

Al rifugio Tolazzi le nuvole e il vento freddo accompagnano chi sale verso le cime, noi compresi. La situazione non cambia mentre saliamo le attrezzature del sentiero Spinotti e così sudati ed infreddoliti ci affacciamo sul lato meridionale del costone calcareo al cui culmine passa il tragitto che porta verso il rifugio Marinelli. Ci cambiamo sottovento e indossiamo tutto quello abbiamo nello zaino nella speranza di scaldarci un pò. All’inizio della scalata della via per oggi prescelta mancano ancora 4 corde doppie.

“Primi morsi” ricorda il Verdon per questo, con le dovute differenze ovviamente.. Prima di iniziare ad arrampicare ci si deve calare per poi risalire al punto di partenza.. Piuttosto laborioso per una via di arrampicata ma nel gruppetto oggi siamo tutti convinti che conoscere la montagna significhi anche non disprezzare itinerari che tanti altri non prendono nemmeno in considerazione per delle piccole “scomodità d’accesso”.

Individuiamo la prima calata poco sotto il sentiero, sulla verticale di un ometto di pietre. Si intravedono gli spit della via di salita. Seguiranno 4 calate, con una divagazione, che ci depositano alla base di questa parete appoggiata ricca di placche e canali d’erosione; una trentina di metri ci dividono dal fondo della gola ma ininfluenti dal punto di vista alpinistico.

Vado io, finalmente, bramo il movimento per scaldarmi un pò. In cielo le nuvole si rincorrono, il sole beffardo resta sempre al di là di uno strato grigio lattugginoso ed omogeneo.

In calata..
In calata
Un mare di calcare increspato
Un mare di calcare increspato

La prima lunghezza scorre veloce, sarà un 4° grado, spittatura lunga, anche una dozzina di metri, ma l’aderenza è ottima e gli appigli abbondanti. Recupero Manuel che sale lesto, finalmente oggi concretizziamo promesse che aspettano da 2 anni.

Parte per la seconda lunghezza dove la chiodatura trae in inganno! La via parrebbe andare a sx prendendo di petto una fascia di rocce rotte verticali ma la difficoltà tecnica di uscita ci fa pensare che non sia il tracciato originale. Sulla destra se la ride uno spit, stava seminascosto a vedere le evoluzioni dell’amico.. Segue un traverso delicato e il superamento degli strapiombi su questa linea decisamente più abbordabile. Poco più su, dopo una quindicina di metri di placche, Manuel riattrezza una clessidra dove giace come sosta una vecchia e sbiadita fettuccia (meglio non fidarsi). Lo raggiungo, il tiro è bello e il traverso iniziale ha dei movimenti facili ma piuttosto delicati.

Proseguo nuovamente in testa su rocce più rotte, un lungo buco nero segna la compattezza del grigiore, mi ci appiglio con le mani godendo della solidità di questo incredibile calcare carnico. Più su la salita è sbarrata da una fascia di strapiombi, la via sale di lì perchè uno spit sul labbro superiore del muro lo testimonia. Il passaggio è relativamente semplice, ad occhio un 5°, poco prima mi assicuro con un piccolo nut e in spaccata supero la verticalità dello strapiombo. Deduco che questo sia il passaggio “chiave” del tracciato.

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Alla partenza del primo tiro
Alla partenza del primo tiro

Recupero Manuel che “si beve” il tiro e prosegue subito sulle placche che mirano al cielo, adesso incredibilmente blu.. Insaziabile prosegue oltre l’ultima sosta e scavalca la parete scomparendo ai miei occhi.. Basterà un “quando vuoi” per concludere a mia volta il tiro e raggiungere Manuel alla vista del passo di Volaia, sul versante opposto. Salita conclusa, anche questa è fatta.

La montagna è bella vissuta da soli, condividere le proprie passioni con persone entusiaste come te però aggiunge quel tocco in più che manca a guglie, torrioni e panorami mozzafiato.

Manuel sul 2°tiro
Manuel sul 2°tiro
Manuel sul 3°tiro
Manuel sul 3°tiro

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Al completo
Al completo

Omarut, Manuel, Fulvio e Alessandro

INFO UTILI: La via “Primi morsi” è stata aperta dalla coppia Pezzolato – Gojack con analogo stile delle altre vie del comprensorio del Rif. Lambertenghi. La via presenta 4 lunghezze di impegno basso, tendenzialmente 4°, con 2 passaggi di poco più impegnativi in corrispondenza del superamento di 2 tratti verticali (5a).

La via risulta completamente attrezzata a spit, in alcuni casi anche molto distanti seppur la facilità della scalata non richieda integrazioni particolari. Utili un paio di nut piccoli e un paio di frend medio-piccoli per ogni eventualità.

L’accesso avviene calandosi con 4 corde doppie dal sentiero Spinotti, raggiungibile parcheggiando al rif. Tolazzi oltre l’abitato di Collina di Forni Avostri. La prima calata, contraddistinta da uno spit rosso, è situata una decina di metri sotto alla cresta dove passa il sentiero. Alla seconda calata mantenere la linea verticale e non spostarsi verso sinistra seguendo la linea degli spit in quanto la sosta non è ben visibile ma c’è, realizzata su una clessidra che va integrata con cordino e moschettone propri da recuperare poi salendo. Altre 2 doppie e si è alla base pronti per la salita (2 ore circa dal parcheggio). Bastano 8 rinvii, corde gemelle per agevolare le doppie.

Rientro dal sentiero Spinotti.

Dal rif. Tolazzi le placche dove corre la via
Dal rif. Tolazzi le placche dove corre la via

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