La ferrata dell’Acquatona

Prima le cose principali..

INFO UTILI: Il sentiero attrezzato nell’orrido dell’Acquatona a Sappada (UD) è un percorso realizzato nel 2023 con i moderni canoni della sicurezza e si sviluppa lungo la forra del Piave all’altezza della confluenza con il Rio Acquatona, suo affluente in destra orografica che si getta all’interno del flusso con una coreografica cascata alta all’incirca 50m.

Il percorso prevede 3 passerelle sospese sui flutti a diverse altezze dal fondo della gola, pareti di varia inclinazione, attrezzate con cavi e gradini, con un’altezza massima dal fondo di circa 50m. La percorrenza risulta estremamente suggestiva per il rumore prodotto dalle acque, che distano pochi metri dalle attrezzature, e per il contesto unico di forra che estranea ed ammalia.

La ferrata a tratti risulta esposta ed è classificabile come difficile (D) vista la lunghezza di alcuni tratti verticali e la difficoltà di alcuni passaggi tecnici. L’attacco avviene nei pressi della passerella in legno a lato del rinnovato parcheggio che si affaccia sulla SS 355 che da Sappada scende verso il Cadore (1 km sulla sinistra dopo le ultime case di Sappada).

Il percorso prevede un primo “anello” costituito da 2 passerelle e da alcuni tratti attrezzati dove prendere confidenza con le attrezzature, dedicato soprattutto ai bambini.

La percorrenza prosegue calandosi decisamente nella gola calcarea dove una serie di passaggi, in un’alternanza continua di tratti in ascesa e parti in discesa, oltrepassa a mezza costa le pareti ad una trentina di metri dalle acque del Piave. Dopo una breve risalita (con la possibilità di uscire superiormente in caso di necessità) il percorso scende lungo una parete verticale di 50m raggiungendo il greto del fiume e una passerella che conduce ad un belvedere ad isola nei pressi della cascata del Rio Acquatona. L’uscita della ferrata si guadagna lungo la stessa parete, ricca di zanche, raggiungendo il bosco sovrastante con altri passaggi in parete volgendo al limite verticale sulla destra.

Il rientro al parcheggio avviene oltrepassando la profonda forra sulla storica passerella in legno.

Il percorso è effettuabile unicamente con l’accompagnamento delle guide alpine in quanto gli accessi sono contingentati (cancelli con lucchetto). Per le prenotazioni la guida alpina di riferimento da contattare è Alex Corrò – cell 333 86 08 608.

Consigliata a persone preparate che abbiano la giusta dimestichezza con percorsi di questo tipo (la necessaria assenza di vertigini è implicita…).

Sviluppo attorno a 300m per un dislivello totale di circa 100m positivi.

Tempi di percorrenza indicati : 3.00h

La seconda passerella

Poi qualcos’altro..

21.07.2023

E’ con molta curiosità che mi approccio a questo nuovo percorso attrezzato.

Orridi, forre e gole sono luoghi dove la natura esprime appieno la propria potenza ed addentrarmi in questi ambienti ha sempre rappresentato, per me, un modo diretto per confrontarmi – senza intermediari – con gli elementi che tanto amo.

Questo percorso si spinge nel cuore della montagna e con il frastuono delle acque riesce, per qualche tempo, a rapire pensieri che in testa vanno sempre troppo veloci e cristallizzarli in momenti dipinti dall’acqua.

Ci dev’essere voluta una forza immane a disegnare questa gola. E’ un intarsio di grotte, escavazioni e marmitte. Rigagnoli d’acqua scendono dai boschi soprastanti e si trasformano in gocce che parlano la stessa lingua del Piave, che qui diventa un prepotente padrone di casa. Non ci sarebbe stata altra maniera di vivere questo angolo riservato e fragoroso se non questa. Ho conosco il Piave e le sue numerose stalattiti bianche nell’inverno fatto di ghiaccio, poco più avanti ho avuto la fortuna di salire quasi tutti i percorsi di Ice Climbing che risalgono la china di questi versanti. Però oggi, il Piave, assume tutt’altra sfumatura e potenza. L’acqua che scorre sotto alle scarpe e tra le mani, giù sul fondo della forra, mentre tu sei lì appeso, è qualcosa di alienante e magico. Come il ghiaccio ma diverso.

Stiamo rimbalzando da un’ora tra le pareti calcaree della gola, tra passerelle e fili sospesi avvolti da un’atmosfera liquida che qui pervade tutto e tutti. Una parete verticale fa scendere verso l’isola verde del belvedere. Oltrepassato un lungo ponticello sospeso questo enorme masso è un attimo di contemplazione tra le rocce e, a due passi, la cascata del Rio Acquatona che si getta in un volo di 50m riempie gli occhi e il cuore. Un ambiente magico che lasciamo a malincuore dopo l’ascesa della parete finale.

Sopra c’è il bosco, un mare di colori, profumi e il sole splende. Il Piave tuona in sottofondo. E’ il suo modo per dirci “arrivederci?”

Sul traverso verticale

Buona percorrenza

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13 pensieri riguardo “La ferrata dell’Acquatona

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    1. Buongiorno! Da quanto mi è stato riferito il primo “anello” è stato realizzato proprio per le persone alle prime armi nonché per i ragazzi e i bambini. L’anello (attraversare la gola sula seconda passerella e rientrare dalla prima) non ha difficoltà tecniche e il dislivello è molto contenuto, tuttavia offre già un punto di vista particolare sulla forra. Ovviamente la percorrenza, da parte di minori, è prevista con un accompagnatore qualificato che sappia anche spiegare la progressione in sicurezza su questo tipo di percorsi.
      Il resto del percorso attrezzato che si sviluppa lungo l’Orrido, classificabile come Difficile, è riservato a persone che siano in grado di percorrerlo, non certo ai bambini.
      Un caro saluto

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    2. Mi chiamo Nicola ed ho avuto il piacere di sperimentare la ferrata con la moglie e mio figlio ,che dire esperienza unica sotto tutti i punti di vista, dalla gentilezza e serietà della signorina gloria che ci ha seguito in maniera impeccabile nel cercare di soddisfare le nostre richieste dove possibile ovvio,e dalla guida esperta e gentilissima Alex che ti segue e sa metterti a tuo agio per farti vivere una esperienza unica facendo così realizzare una prima esperienza a mia moglie e mio figlio( preciso per evitare incomprensioni mio figlio a 14 anni ed e alto 1.7 ) comunque appena potremmo ci ritorneremo .

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  1. Obbligo di andare con le guide perché all’interno di un’area chiusa con cancelli? Ma è semplicemente ridicolo! Per fortuna ci sono centinaia di alternative in Trentino, Alta Badia, Austria, Svizzera…

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  2. La sicurezza prima di tutto.
    Se pero’ mi obblighi ad essere accompagnato da una guida (che ci sta” se non mi sento sicuro o sono poco esperto) non e’ piu’ una ferrata o sentiero attrezzato ma diventa un parco Avventura un Gardaland di montagna.

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      1. Bellissima! Complimenti a chi ha progettato e realizzato il percorso e a Sappada per averlo supportato. Percorso molto avvincente e attrezzato perfettamente. Con calma e grazie alla guida alpina presente, anche un principiante come me è riuscito a percorrere la ferrata e a godersi la natura atipica della forra. Ancora bravi!

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  3. Bellissima! Complimenti a chi ha progettato e realizzato il percorso e a Sappada per averlo supportato. Percorso molto avvincente e attrezzato perfettamente. Con calma e grazie alla guida alpina presente, anche un principiante come me è riuscito a percorrere la ferrata e a godersi la natura atipica della forra. Ancora bravi!

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  4. Frequento l’orrido da quando l’accesso avveniva tramite scalette in legno, poi sostituite da almeno due versioni di scalette metalliche che permettevano un un’agevole percorrenza fino al fondo della gola. La scelta di eliminare la fruizione diretta a una bellezza naturale trasformandola in un’attrazione a pagamento è senz’altro legittima ma non mi trova minimamente d’accordo (imho).

    Paolo Querini – Presidente Carnia Greeters

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